Maria Grazia Lenni…Poliziana di nascita, maremmana di… adorazione!

Sono giornalista pubblicista e mi occupo di ricerca storica con particolare interesse per la cultura e le tradizioni maremmane. Laureata in Scienze Politiche e in Storia Moderna, ho completato il corso quadriennale dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose e proseguo gli studi teologici, pur lottando per non conseguire una laurea anche in questa disciplina. Comunicatrice ambientale dal 1998, ho partecipato alla pubblicazione di guide turistiche della provincia di Grosseto. Collaboro con il mensile Maremma Magazine, un periodico di informazioni turistiche e culturali, e dirigo Val d'Orcia Terra d’eccellenza, una rivista che si occupa di arte, cultura e benessere nella valle senese patrimonio dell’UNESCO. Ho curato i testi dell’opuscolo informativo - Un Ministero per l'Ambiente - del Ministero dell'Ambiente.

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“Il giardino delle esperidi”, romanzo di Dianora Tinti

di Maria Grazia Lenni
Dopo i consensi de “Il Pizzo dell’Aspide”, Dianora Tinti fa il bis con il suo nuovo romanzo “Il Giardino delle Esperidi”, uscito per i tipi di Mauro Pagliai Editore. La brava scrittrice maremmana con questo libro presenta una storia originale che diventa per ogni donna l’emblema delle possibili svolte esistenziali sulla soglia dei quarant’anni…il romanzo narra la storia di Egle, ultima discendente ed unica erede di un nobile casato siciliano, la cui vicenda di svolge tra Palermo, Roma e Marèttimo.Ognuna di queste località ha un significato che va ben oltre lo spazio fisico, assumendo piuttosto un valore simbolico, per ciò che rappresenta al di là dell’importanza puramente geografica. Così PALERMO è il luogo incantato dei ricordi e della tenerezza. Lì Egle è nata e cresciuta… e lì ha lasciato il suo passato, con tutto il peso di misteri ancora da chiarire e discorsi difficili ancora da affrontare perfino con se stessa. ROMA appare come l’antitesi del capoluogo siciliano, una sorta di “città del disincanto”… la scelta razionale… senza radici e senza memoria. MARETTIMO, la piccola isola delle Egadi, “al centro esatto del Mediterraneo”, immersa in un’atmosfera di sogno… è il luogo dello svelamento di insospettabili segreti di famiglia, del risveglio di desideri sopiti da tempo, di una vitalità rinnovata.La storia ha inizio a Villa Esperidi: “Nel disordine di un ambiente fatto di paesaggi antichi, piante secolari, profumi ancestrali, orridi casermoni, porticcioli e marine di incomparabile bellezza, si era colpiti a tradimento dalla stupenda architettura della villa che emergeva  da quella macchia di verde punteggiata di sfere d’oro.” La costruzione che aveva visto momenti di sfarzo, ai tempi di Don Vito Armerina, ricco e potente barone, nonché nonno di Egle, versava in un gravissimo stato di abbandono… ma ora dopo molti ripensamenti, ecco la definitiva decisione di riportare quella casa alla sua originaria bellezza e di restituirle la vita. La protagonista comincia così a viaggiare tra Roma e la Sicilia impegnandosi nella ristrutturazione dell’antica dimora di famiglia che vuole trasformare in un elegante Bed and Breakfast, del resto “a che servirebbe una villa del genere ad una giornalista che vive ormai a Roma da vent’anni e che non ha alcuna intenzione di ritornare a vivere lì?” Ma, a dimostrazione che nessuna scelta è definitiva, un fatto imprevisto modifica le priorità della donna; frugando tra le carte della grande biblioteca, infatti, uno scritto misterioso cattura la sua attenzione e la spinge a cercare fuori dalla villa, e da Palermo, le risposte che le parole d’amore lette su quel foglio non potevano fornire. Le tracce la portano a Marèttimo, dove l’incontro con tanti volti sconosciuti, eppure così “familiari” la conducono oltre i confini della sua vita passata… In quel piccolo angolo di mondo in mezzo al Mediterraneo riuscirà finalmente a risolvere l’enigma che aveva avvolto la vita di suo nonno, che in qualche modo torna a far parte della sua… e sull’isola troverò l’uomo che l’aiuterà a capire ed a capirsi, e che sarà suo complice nel realizzare i suoi desideri più nascosti, che hanno nomi diversi, ma che possiamo definire semplicemente “amore”.

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